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Rumori Da Calpestio Rimedi e Isolamento Acustico Da Calpestio

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ISOLAMENTO ACUSTICO SOFFITTO DAL RUMORE DA CALPESTIO  

Rumori Da Calpestio Rimedi

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Isolamento acustico del Soffitto dal rumore di calpestio
INDICE CONTENUTI

1. Isolamento Acustico Da Calpestio
        1.1 Rumori Da Calpestio Rimedi
        1.2 Foto Isolamento Acustico Calpestio

2. Rumore Calpestio Insopportabile
        2.1 Isolanti Acustici Per Pavimenti
        2.2 Isolamento Acustico Solaio Esistente
        2.3 Isolamento Acustico Solaio

3. Isolamento Al Calpestio
        3.1 Rumori Da Calpestio
        3.2 Isolamento Acustico Soffitto Calpestio
        3.3 Come Attutire I Rumori Dei Vicini
        3.4 Rumori Dal Piano Di Sotto
        3.5 Isolamento Acustico Pavimento Esistente

4. Pavimenti Silenziosi Al Calpestio
        4.1 Coibentazione Acustica
        4.2 Rumori Molesti
        4.3 Rumore Da Calpestio Soluzioni
        4.4 Isolamento Rumore
        4.5 Materiale Che Isola Dai Rumori
        4.6 Rumori Strutturali

Opinioni Clienti Isolamento Acustico Calpestio

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1. Isolamento Acustico Da Calpestio


Isolamento Acustico Da Calpestio: Isolamento acustico del soffitto dal rumore interno all'edificio:


Insonorizzare Rumore da CalpestioIl rumore di calpestio è quel disturbo causato dal fatto che i divisori dell’appartamento, soprattutto il solaio, non insonorizzano i rumori provocati dai vicini (generalmente del piano superiore) quando camminano, spostano mobili o sedie o generano quelli che vengono definiti rumori di natura impattiva.

Questo tipo di rumore è solitamente frutto di un urto contro la superficie del pavimento che innesca delle vibrazioni dentro la struttura portante dell’edificio che vengono propagate attraverso il calcestruzzo armato, nei locali adiacenti.

Per l'isolamento acustico del soffitto dal rumore di calpestio è necessario posare un materassino al di sotto del pavimento e del massetto di finitura realizzando quello che tecnicamente si definisce un “pavimento galleggiante”.

Si tratta di prevedere l’inserimento di uno strato elastico che funzioni da “molla” in grado di smorzare la vibrazione generata sul pavimento (rumore di calpestio), attenuando così la componente che si propaga nella struttura (trasmessa) e che si diffonderà poi nei locali adiacenti.

1.1 Rumori Da Calpestio Rimedi


Rumori Da Calpestio Rimedi: Isolamento acustico del soffitto dai rumori di sopra

Questi rumori possono essere causati da un impatto vero e proprio (ad esempio un oggetto che cade sul pavimento) o dalle vibrazioni prodotte da un elettrodomestico in funzione (lavatrice, lavastoviglie ecc…). La prima cosa da tenere presente nell'isolamento acustico del soffitto è che i rumori strutturali non si propagano solo nel vano sottostante, ma in tutto l’edificio attraverso le murature. Il rumore di un oggetto pesante che cade sul pavimento al piano terreno può essere sentito anche al sesto piano!

Il più comune dei rumori da impatto è quello di calpestio, cioè prodotto dalle persone che camminano.


Dello stesso tipo sono i disturbi prodotti dalle sedie che strisciano, dallo spostamento di mobili, ma anche dallo sbattere di ante e porte. Anche i rumori di calpestio si trasmettono a tutto l’edificio.

Per misurare questo tipo di rumori si usa, come detto, un generatore di calpestio normalizzato e si fa riferimento alla norma UNI EN ISO 140-7. Non bisogna mai dimenticare che i rumori strutturali non sono risolvibili a posteriori, se non con interventi costosi e difficili da praticare. Poniamo il caso di una persona che sente i vicini camminare nell’appartamento al piano di sopra. L’intervento di isolamento acustico correttivo prevede il rifacimento completo del pavimento sovrastante, ma chi può convincere i due a mettersi d’accordo? E poi, chi paga? Per questo motivo è bene realizzare in modo corretto i sottofondi mediante un pavimento galleggiante.


1.2 Foto Isolamento Acustico Calpestio
1.3 Foto Miglior Isolante Acustico Per Pavimento

2. Rumore Calpestio Insopportabile


Rumore Calpestio Insopportabile: Isolamento acustico del soffitto o pavimento galleggiante?

La soletta che divide un appartamento dall’altro deve garantire un indice di valutazione del livello di pressione sonora di calpestio pari o inferiore a 63 dB reali in opera.
La prima considerazione a tal proposito riguarda lo spessore dei solai. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una repentina evoluzione dell’impiantistica, che ha introdotto soluzioni sempre più tecnologiche, ma anche più ingombranti.

Alla luce della situazione attuale, l’esperienza di cantiere insegna che un isolamento acustico del solaio efficiente deve avere uno spessore di almeno 40-45 cm. Al di sotto di queste misure sarà infatti difficile raggiungere i requisiti richiesti dalla legge a proposito di isolamento acustico dal calpestio, anche con i migliori materiali fonoisolanti. Ciò premesso, l’unico intervento di isolamento acustico efficace consiste nella realizzazione di un pavimento galleggiante o flottante sopra la soletta.

Il funzionamento del sistema si basa sull’interposizione di uno strato elastico fra la struttura portante e la pavimentazione; da qui la definizione “galleggiante”.
Un impatto è la risultante di una forza di breve durata, ma sufficiente per far sì che la struttura entri in vibrazione: come il calpestio o l’urto di un oggetto rigido sul pavimento. Non appena l’oggetto perturbante entra in contatto con la pavimentazione, la sua velocità si riduce a zero.
Se la struttura del sottofondo è molto dura, la velocità di rallentamento è rapida e l’oggetto caduto genera un rumore d’ampiezza molto elevata e di brevissima durata.

Se invece il fondo ha uno strato elastico, la velocità di rallentamento è più bassa e si genera un rumore a minore ampiezza e a più lunga durata, cioè più sordo.


2.1 Isolanti Acustici Per Pavimenti


Isolanti Acustici Per Pavimenti: Isolamento acustico - consigli e accorgimenti pratici

La posizione ideale per lo strato elastico del pavimento galleggiante è direttamente sulla struttura portante, così da separare quest’ultima dal massetto che ospiterà la pavimentazione. In questo modo funzionerà come una “molla smorzata” in grado di attutire i rumori.

Va premesso che con spessori bassi e con i solai alveolati di cui si fa largo uso nell’edilizia residenziale è molto difficile raggiungere risultati accettabili di isolamento ai rumori impattivi. Il problema va affrontato in fase progettuale e risolto con l’impiego dei materiali più efficaci a seconda delle diverse situazioni.

Non si pensi che un pavimento galleggiante, magari di pochi millimetri, basti a risolvere ogni problema: la prestazione acustica della soletta va sempre valutata guardando la struttura nel suo complesso.

Ecco di nuovo l’importanza di un accurato studio preliminare. Ma può non essere sufficiente! Una messa in opera non accurata dell'isolamento acustico può rendere inefficace la migliore progettazione. Tra i tanti, evidenziamo alcuni aspetti:

  • planarità del sottofondo di rasatura degli impianti. Per un corretto isolamento acustico non devono essere presenti le classiche “cunette” più o meno pronunciate che sovente vengono realizzate al di sopra di tutte le canalizzazioni. Infatti, ciascuna di esse costituisce un potenziale “ponte acustico”;

  • qualsiasi materiale anticalpestio, per l'isolamento acustico deve essere posato su un fondo il più “pulito” possibile: deve essere rimosso tutto ciò che costituisce un’asperità del fondo (sfridi di lavori, sassolini, residui di malta, ecc.);

  • devono essere posate delle strisce di separazione di adeguato spessore e con le opportune caratteristiche di elasticità sia sopra che sotto i tavolati. Non solo in quelli che costituiscono le partizioni di separazione tra alloggi, ma anche in quelli di compartimentazione interna degli alloggi. Ogni partizione verticale non isolata è potenzialmente una via di trasmissione dell’energia sonora, soprattutto se di origine impattiva;

  • prima di gettare il massetto, si devono proteggere tutte le partizioni verticali con strisce di materiale isolante o risvoltando lo strato anticalpestio posato sul fondo lungo le pareti fino ad una quota superiore a quella prevista per il pavimento finito. Tale strato elastico deve essere mantenuto fino alla posa del pavimento (sia esso in ceramica, gres o legno), in modo da impedire che il rivestimento vada a collegarsi con le pareti laterali. Solo dopo la posa del pavimento si potrà rifilare il materiale in eccesso, nascondendo poi la giunzione con lo zoccolino battiscopa;

  • attenzione allo zoccolino in ceramica o gres fissato con malta o colla da piastrellista: in nessun caso si dovrà realizzare una connessione rigida e diretta col pavimento. Infatti, una tale connessione costituisce un ponte acustico che renderebbe inefficace la soluzione progettuale realizzata.


In ogni caso l'isolamento acustico del pavimento flottante dovrà essere realizzato con prodotti dalle alte prestazioni acustiche meccaniche, rispondenti ai seguenti requisiti:

1) adeguata elasticità sotto i carichi statici e dinamici;

2) buona e costante attenuazione acustica;

3) sufficiente resistenza meccanica;

4) buon isolamento termico e igrometrico;

5) garanzia di durata nel tempo


2.2 Isolamento Acustico Solaio Esistente


Isolamento Acustico Solaio Esistente: Attenzione ai ponti acustici nell'isolamento acustico

Come per l'isolamento acustico delle pareti verticali, anche per i sottofondi e le pavimentazioni è importante evitare collegamenti rigidi tra le strutture, in particolare tra il massetto e la soletta e tra il massetto e i muri perimetrali.
Allo scopo, si consiglia di apporre nella parte più bassa del muro un inserto di materiale elastico in modo da desolidarizzare le strutture.
Anche la guaina smorzante stesa sopra lo strato elastico per correggere i sormonti delle tracce può essere risvoltata verso l’alto lungo le pareti.

2.3 Isolamento Acustico Solaio

Isolamento Acustico Solaio: Isolamento acustico al calpestio di una soletta esistente

In questi casi, non infrequenti a dire il vero, vale il detto “quel che è fatto è fatto”. Gli interventi di isolamento acustico possibili sono soltanto due, entrambi piuttosto costosi e impegnativi:

1) Rifacimento completo della pavimentazione e del sottofondo, adottando l'isolamento acustico del pavimento galleggiante da un adeguato strato elastico;

2) Sostituzione del pavimento esistente con una pavimentazione resiliente in materiale morbido. Sono indicate piastrelle viniliche o in gomma, tappeti o rivestimenti di tipo tessile come moquettes, soprattutto alte e morbide e con substrato elastico di appoggio.
In questo modo gran parte dell’energia meccanica prodotta dagli impatti viene trasformata in energia termica e dissipata.

3. Isolamento Al Calpestio

Isolamento Al Calpestio: "L'inquinamento acustico diventa sempre più una problematica legata al benessere della persona"

1 ) Normativa:
    • la materia del rumore è disciplinata da varie norme, alcune codicistiche (art. 844 del codice civile e art. 659 del codice penale), altre speciali e pubblicistiche (la legge quadro n 447 del 1995, suoi decreti di attuazione nonchè norme specifiche per vari settori, dal traffico stradale, a quello ferroviario, al rumore delle discoteche, ai requisiti degli edifici)
    • il rapporto tra le due norme è di reciproca autonomia e complementarietà.
    • l'art. 844, del codice civile, è la norma fondamentale per soggetto che subisce un rumore, consentendo la reazione e tutela in sede giudiziale allorchè le immissioni cui è sottoposto superino la normale tollerabilità. la giurisprudenza, dietro indicazioni di tipo medico scientifico, considera intollerabili le immissioni che superino di tre decibel il rumore di fondo di quella zona.
    • la normativa pubblicistica è inveve finalizzata alla tutela della collettività: contempera le esigenze collettive alla fruizione di un ambiente meno inquinato con le altre esigenze spesso con questo confliggenti ( esigenze della produzione, del commercio, ecc): dà per scontato che il rumore sia un male necessario e cerca di contenerlo e gestirlo. fissa dei limiti di accettabilità del rumore, sia in emissione (rumore misurato in prossimità della fonte), sia di immissione (rumore misurato in prossimità del ricevente); limiti che possono cambiano a seconda della zona della città

2 ) Normale Tollerabilità E Limiti Di Accettabilità
  • tra la "normale tollerabilità" prevista dall'art. 844 cod.civ. ed i "limiti di accettabilità" fissati dalla normativa pubblicistica non vi è coincidenza. senza entrare in questa sede nello specifico si può affermare che i limiti della normale tollerabilità sono molto più rigorosi rispetto ai limiti della accettabilità.
  • un rumore può rientrare nei limiti di accettabilità ma essere superiore alla "normale tollerabilità".
  • in tal caso il singolo danneggiato può reagire e far cessare o diminuire il rumore.

3 ) Tipologia Di Danni Causati Dal Rumore
    • il rumore può essere causa di danno patrimoniali e non patrimonali. per i primi si può pensare alla svalutazione commerciale del proprio immobile; per i secondi il danno alla salute o al peggioramento della qualità della vita (danno esistenziale).

4 ) Possibili Iniziative
  • che può fare in concreto la persona disturbata? il primo passo da consigliare è quello di scrivere una diffida, direttamente o tramite legale, chiedendo la cessazione o la riduzione delle immissioni rumorose. se il danneggiato non ottiene effetto, ha due strade: o ricorre all'autorità giudiziaria (previa verifica che il rumore superi la normale tollerabilità, verifica che va fatta tramite tecncico specializzato, come dirò in prosieguo) oppure può presentare un esposto al comune. questo manda proprio personale (o quello dell'arpa) per le verifiche del caso.
  • ma attenzione, ciò che i tecnici del comune o arpa controllano è se sono o meno rispettati i limiti di accettabilità (che, lo si ripete, sono cosa diversa dalla normale tollerabilità di cui all'art.844 cod.civ, anche per i criteri di misurazione).
  • se i tecnici riscontrano che il rumore supera questi limiti di accettabilità, il comune sanziona il soggetto disturbante e dispone la cessazione/contenimento del rumore.
  • se per qualsiasi ragione il soggetto disturbato non ottiene rimedio (ad esempio, perchè i tecnici non hanno riscontrato il supero dei limiti di accettabilità ma il rumore è intollerabile oppure perchè il soggetto obbligato non adempie) allora è necessario il ricorso all'azione giudiziale.
    tutela giudiziaria in via di urgenza
  • proprio in considerazione del fatto che la sottoposizione a rumore è cuasa di danno alla salute dell'individuo, bene primario tutelato dall'art. 32 della costituzione, è possibile ottenere in via di urgenza, e quindi in tempi molto brevi, un ordine al soggetto disturbante (che sia privato o impresa o pubblica amministrazione, è indifferente), di cessazione dell'attività causa di inquinamento o di contenimento del rumore nei limiti della tollerabilità.

5 ) Tecnico Acustico Competente
    • prima di dar corso all'azione giudiziale, come accennavo sopra, è però opportuno che il soggetto faccia eseguire una perizia da tecnico specializzato per verifica che il rumore disturbante superi effettivamente il limite della normale tollerabilità.
  • presso ogni regione è tenuto un albo dei tecnici competenti in acustica.
  • il tecnico specializzato è supporto indispensabile per l'avvocato per il buon fine della causa
  • il che si è tradotto in mirati interventi legislativi, a livello comunitario, statale, locale. anche la giurisprudenza ha avuto un ruolo importante, pronunciando innumerevoli sentenze che hanno disposto la rimozione o il contenimento nei limiti della tollerabilità del rumore disturbante sia riconosciuto il diritto al risarcimento del danno, patrimoniale e non, per il soggetto che lo ha subito.
  • si rinvengono sentenze su ogni tipologia di rumore ( ad esempio : il rumore prodotto dal vicino di casa, a quello del locale di intrattenimento musicale, a quello delle campane, a quello di animali).
  • particolarmente interessanti, per il fatto che trattasi di problematica che interessa la gran parte della popolazione, sono le sentenze che impongono alle ferrovie il posizionamento di barriere antirumore, oppure il transito in determinate ore della notte o la riduzione della velocità, ovvero alle società autostrade la collocazione di barriere fono-impedenti; vi sono sentenze che hanno condananto penalmente il gestore di locale i cui avventori si intrattenvano fuori del locale disturbando gli abitanti dei caseggiati circostanti

3.1 Rumori Da Calpestio


Rumori Da Calpestio: Se non si riesce ad eliminare il rumore alla fonte, un efficace rimedio è l'isolamento acustico. Con pannelli fono-assorbenti o fono-impedenti, più in generale con materiale antirumore, si può conseguire una riduzione del rumore e ripristinare un a mbiente di nuovo vivibile.
Occorre però rivolgersi a consulenti specializzati. È possibile imporre con una azione giudizialela realizzazione delle opere di isolamento acustico a spese di chi produce il rumore.

Prima di dar corso all'azione giudiziale è opportuno che il soggetto faccia eseguire una perizia da tecnico specializzato per la verifica che il rumore disturbante superi effettivamente il limite della normale tollerabilità o accettabilità presso ogni regione è tenuto un albo dei tecnici competenti in acustica.
Il supporto di un tecnico acustico competente è indispensabile per l'avvocato in una causa acustica.

Per valutare la strada migliore da seguire bisogna aver chiari alcuni concetti e nozioni .

La materia del rumore è disciplinata da varie norme, alcune codicistiche (art. 844 del codice civile e art. 659 del codice penale), altre speciali e pubblicistiche (la legge quadro n 447 del 1995, suoi decreti di attuazione nonchè norme specifiche per vari settori, dal traffico stradale, a quello ferroviario, al rumore delle discoteche, ai requisiti degli edifici) il rapporto tra le due norme è di reciproca autonomia e complementarietà.

  • l'art. 844, del codice civile, è la norma fondamentale per soggetto che subisce un rumore, consentendo la reazione e tutela in sede giudiziale allorchè le immissioni cui è sottoposto superino la normale tollerabilità. la giurisprudenza, sulla base distudi ed indicazioni di tipo medico-scientifico, considera intollerabili le immissioni che superino di tre decibel il rumore di fondo di quella zona.

  • la normativa pubblicistica è inveve finalizzata alla tutela della collettività: contempera le esigenze collettive alla fruizione di un ambiente meno inquinato con le altre esigenze spesso con questo confliggenti ( esigenze della produzione, del commercio, ecc): da per scontato che il rumore sia un male necessario e cerca di contenerlo e gestirlo. fissa dei limiti di accettabilità del rumore, sia in emissione (rumore misurato in prossimità della fonte), sia di immissione (rumore misurato in prossimità del ricevente); limiti che possono cambiano a seconda della zona della città.

Ttra la "normale tollerabilità" prevista dall'art. 844 cod.civ. ed i "limiti di accettabilità" fissati dalla normativa pubblicistica non vi è coincidenza. senza entrare in questa sede nello specifico si può affermare che i limiti della normale tollerabilità sono molto più rigorosi rispetto ai limiti della accettabilità.

3.2 Isolamento Acustico Soffitto Calpestio

Isolamento Acustico Soffitto Calpestio: Un rumore può rientrare nei limiti di accettabilità ma essere superiore alla "normale tollerabilità".

Che può fare in concreto la persona disturbata? il primo passo da consigliare è quello di scrivere una diffida, direttamente o tramite legale, chiedendo la cessazione o la riduzione delle immissioni rumorose. se il danneggiato non ottiene effetto, ha due strade: o ricorre all'autorità giudiziaria (previa verifica che il rumore superi la normale tollerabilità e/o i limiti di accettabilità , verifica che va fatta tramite tecnico specializzato) oppure può presentare un esposto al comune. questo manda proprio personale (o quello dell'arpa) per le verifiche del caso.

Ma attenzione, ciò che i tecnici del comune o arpa controllano è se sono o meno rispettati i limiti di accettabilità che, sono cosa diversa dalla normale tollerabilità di cui all'art.844 cod.civ, anche per i criteri di misurazione.

Se i tecnici riscontrano che il rumore supera questi limiti di accettabilità, il comune sanziona il soggetto disturbante e dispone la cessazione/contenimento del rumore.

Se per qualsiasi ragione il soggetto disturbato non ottiene rimedio (ad esempio, perchè i tecnici non hanno riscontrato il supero dei limiti di accettabilità ma il rumore è intollerabile oppure perchè il soggetto obbligato non adempie) allora è necessario il ricorso all'azione giudiziale.

Tutela giudiziaria in via di urgenza. proprio in considerazione del fatto che la sottoposizione a rumore è cuasa di danno alla salute dell'individuo, bene primario tutelato dall'art. 32 della costituzione, è possibile ottenere in via di urgenza, e quindi in tempi molto brevi, un ordine al soggetnto disturbante (che sia privato o impresa o pubblica amministrazione, è indifferente), di cessazione dell'attività causa di inquinamento o di contenimento del rumore nei limiti della tollerabilità.

3.3 Come Attutire I Rumori Dei Vicini


Come Attutire I Rumori Dei Vicini: Quello del rumore/inquinamento acustico è un problema che riguarda tutti. Ma è possibile trovare una soluzione, soprattutto dopo la entrata in vigore della legge 447 del 1995 detta legge quadro sull'inquinamento acustico.

Occorre per ò individuare la strada giusta, affidandosi a avvocati o tecnici acustici competenti in materia. Vi sono sempre più sentenze in materia di inquinamento acustico che accolgono le richieste delle persone disturbate dal rumore, ad esempio, dal traffico autostradale o ferroviario imponendo la realizzazione di barriere antirumore.

A seguito di proteste, esposti e denuncie di cittadini, talvolta riuniti in comitati appositi, molti Comuni hanno imposto la chiusura o limiti di orari per le attività e locali che provocano inquinamento acustico.

Che può fare in concreto una persona disturbata?

Per valutare la strada migliore da seguire bisogna aver chiari alcuni concetti e nozioni .

La materia del rumore è disciplinata da varie norme, alcune codicistiche (art. 844 del codice civile e art. 659 del codice penale), altre speciali e pubblicistiche (la legge quadro n 447 del 1995, suoi decreti di attuazione nonchè norme specifiche per vari settori, dal traffico stradale, a quello ferroviario, al rumore delle discoteche, ai requisiti degli edifici)

  • il rapporto tra le due norme è di reciproca autonomia e complementarietà.
  • l'art. 844, del codice civile, è la norma fondamentale per soggetto che subisce un rumore, consentendo la reazione e tutela in sede giudiziale allorchè le immissioni cui è sottoposto superino la normale tollerabilità. la giurisprudenza, a seguito di studi ed indicazioni di tipo medico scientifico, considera intollerabili le immissioni che superino di tre decibel il rumore di fondo di quella zona.
  • la normativa pubblicistica è inveve finalizzata alla tutela della collettività: contempera le esigenze collettive alla fruizione di un ambiente meno inquinato con le altre esigenze spesso con questo confliggenti ( esigenze della produzione, del commercio, ecc): dà per scontato che il rumore sia un male necessario e cerca di contenerlo e gestirlo. fissa dei limiti di accettabilità del rumore, sia in emissione (rumore misurato in prossimità della fonte), sia di immissione (rumore misurato in prossimità del ricevente); limiti che possono cambiano a seconda della zona della città.

3.4 Rumori Dal Piano Di Sotto

Rumori Dal Piano Di Sotto: Tra la "normale tollerabilità" prevista dall'art. 844 cod.civ. ed i "limiti di accettabilità" fissati dalla normativa pubblicistica non vi è coincidenza. senza entrare in questa sede nello specifico si può affermare che i limiti della normale tollerabilità sono molto più rigorosi rispetto ai limiti della accettabilità.

Un rumore può rientrare nei limiti di accettabilità ma essere superiore alla "normale tollerabilità". Che può fare in concreto la persona disturbata? il primo passo da consigliare è quello di scrivere una diffida, direttamente o tramite legale, chiedendo la cessazione o la riduzione delle immissioni rumorose. Se il danneggiato non ottiene effetto, ha due strade: o ricorre all'autorità giudiziaria (previa verifica che il rumore superi la normale tollerabilità e i limiti della a ccettabilità , verifica che va fatta tramite tecncico specializzato, come dirò in prosieguo) oppure può presentare un esposto al comune o arpa.
Questi mandano proprio personale per le verifiche del caso.

Ma attenzione, ciò che i tecnici del comune o arpa controllano è se sono o meno rispettati i limiti di accettabilità che, sono cosa diversa dalla normale tollerabilità di cui all'art.844 cod.civ, anche per i criteri di misurazione.

Se i tecnici riscontrano che il rumore supera questi limiti di accettabilità, il comune sanziona il soggetto disturbante e dispone la cessazione/contenimento del rumore. se per qualsiasi ragione il soggetto disturbato non ottiene rimedio (ad esempio, perchè i tecnici non hanno riscontrato il supero dei limiti di accettabilità ma il rumore è intollerabile oppure perchè il soggetto obbligato non adempie) allora è necessario il ricorso all'azione giudiziale.

Tutela giudiziaria in via di urgenza. proprio in considerazione del fatto che la sottoposizione a rumore è cuasa di danno alla salute dell'individuo, bene primario tutelato dall'art. 32 della costituzione, è possibile ottenere in via di urgenza, e quindi in tempi molto brevi, un ordine al soggetto disturbante (che sia privato o impresa o pubblica amministrazione, è indifferente), di
cessazione dell'attività causa di inquinamento o di contenimento del rumore nei limiti della tollerabilità.

3.5 Isolamento Acustico Pavimento Esistente

Isolamento Acustico Pavimento Esistente? Lo stesso rumore può essere di disturbo per qualcuno e non per altri (soggettività nella reazione all'esposizione al rumore). A livello giuridico però si sono dovuti creare, sulla base di studi medici e scientifici, dei valori limite- soglia al rumore di valenza generale: se supera questi valori di pressione sonora il rumore si valuta come fastidioso, intollerabile ed inaccettabile ed è possibile per il soggetto disturbato difendersi e reagire: con una diffida o una denuncia-esposto, se non basta con azione giudiziale.

Per il rilevamento, misurazione e calcolo del rumore occorre però rivolgersi a organismi (esempio le ARPA) o consulenti specializzati (avvocati o tecnici competenti in acustica).

Che può fare in concreto una persona disturbata da un rumore che supera i limiti della normale tollerabilità o accettabilità?

Per valutare la strada migliore da seguire bisogna aver chiari alcuni concetti e nozioni.

La materia del rumore è disciplinata da varie norme, alcune codicistiche (art. 844 del codice civile e art. 659 del codice penale), altre speciali e pubblicistiche (la legge quadro n 447 del 1995, suoi decreti di attuazione nonchè norme specifiche per vari settori, dal traffico stradale, a quello ferroviario, al rumore delle discoteche, ai requisiti degli edifici)

Il rapporto tra le due norme è di reciproca autonomia e complementarietà.
  • l'art. 844, del codice civile, è la norma fondamentale per soggetto che subisce un rumore, consentendo la reazione e tutela in sede giudiziale allorchè le immissioni cui è sottoposto superino la normale tollerabilità. la giurisprudenza, sulla base di studi e indicazioni di tipo medico scientifico, considera intollerabili le immissioni che superino di tre decibel il rumore di fondo di quella zona.
  • la normativa pubblicistica è inveve finalizzata alla tutela della collettività: contempera le esigenze collettive alla fruizione di un ambiente meno inquinato con le altre esigenze spesso con questo confliggenti ( esigenze della produzione, del commercio, ecc): dà per scontato che il rumore sia un male necessario e cerca di contenerlo e gestirlo. fissa dei limiti di accettabilità del rumore, sia in emissione (rumore misurato in prossimità della fonte), sia di immissione (rumore misurato in prossimità del ricevente); limiti che possono cambiano a seconda della zona della città.




L'IMPATTO ACUSTICO

Al fine della a tutela della collettività dall'inquinamentio acustico la normativa prevede che allorchè una impresa inizi la sua attività deve presentare una relazione di previsione di impatto acustico, redatta da tecnico acustico competente - al fine di dimostrare che il rumore che immetterà nell'ambiente sarà contenuto nei limiti di accettabilità in quella zona consentiti.

Tra la "normale tollerabilità" prevista dall'art. 844 cod.civ. ed i "limiti di accettabilità" fissati dalla normativa pubblicistica non vi è coincidenza. Senza entrare in questa sede nello specifico si può affermare che i limiti della normale tollerabilità sono molto più rigorosi rispetto ai limiti della accettabilità.

Un rumore può rientrare nei limiti di accettabilità ma essere superiore alla "normale tollerabilità". Che può fare in concreto la persona disturbata? il primo passo da consigliare è quello di scrivere una diffida, direttamente o tramite legale, chiedendo la cessazione o la riduzione delle immissioni rumorose. Se il danneggiato non ottiene effetto, ha due strade: o ricorre all'autorità giudiziaria (previa verifica che il rumore superi la normale tollerabilità e limiti di accettabilità, verifica che va fatta tramite tecnico specializzato) oppure può presentare un esposto al comune o arpa. Questi mandano proprio personale per le verifiche del caso.
Ma attenzione, ciò che i tecnici del comune o arpa controllano è se sono o meno rispettati i limiti di accettabilità che, sono cosa diversa dalla normale tollerabilità di cui all'art.844 cod.civ, anche per i criteri di misurazione.

Se i tecnici riscontrano che il rumore supera questi limiti di accettabilità, il comune sanziona il soggetto disturbante e dispone la cessazione/contenimento del rumore. se per qualsiasi ragione il soggetto disturbato non ottiene rimedio (ad esempio, perchè i tecnici non hanno riscontrato il supero dei limiti di accettabilità ma il rumore è intollerabile oppure perchè il soggetto obbligato non adempie) allora è necessario il ricorso all'azione giudiziale.

Tutela giudiziaria in via di urgenza. proprio in considerazione del fatto che la sottoposizione a rumore è cuasa di danno alla salute dell'individuo, bene primario tutelato dall'art. 32 della costituzione, è possibile ottenere in via di urgenza, e quindi in tempi molto brevi, un ordine al soggetto disturbante (che sia privato o impresa o pubblica amministrazione, è indifferente), di cessazione dell'attività causa di inquinamento o di contenimento del rumore nei limiti della tollerabilità.

Attenzione: non bisogna confondere i limiti di accettabilità con il limite della normale tollerabilità.

Bisogna aver chiari alcuni concetti e nozioni per apprezzare questa distinzione.

La materia del rumore è disciplinata da varie norme, alcune codicistiche (art. 844 del codice civile e art. 659 del codice penale), altre speciali e pubblicistiche (la legge quadro n 447 del 1995, suoi decreti di attuazione nonchè norme specifiche per vari settori, dal traffico stradale, a quello ferroviario, al rumore delle discoteche, ai requisiti degli edifici)

  • il rapporto tra le due norme è di reciproca autonomia e complementarietà.
  • l'art. 844, del codice civile, è la norma fondamentale per soggetto che subisce un rumore, consentendo la reazione e tutela in sede giudiziale allorchè le immissioni cui è sottoposto superino la normale tollerabilità. la giurisprudenza, dietro indicazioni di tipo medico scientifico, considera intollerabili le immissioni che superino di tre decibel il rumore di fondo di quella zona.
  • la normativa pubblicistica è inveve finalizzata alla tutela della collettività: contempera le esigenze collettive alla fruizione di un ambiente meno inquinato con le altre esigenze spesso con questo confliggenti ( esigenze della produzione, del commercio, ecc): dà per scontato che il rumore sia un male necessario e cerca di contenerlo e gestirlo. fissa dei limiti di accettabilità del rumore, sia in emissione (rumore misurato in prossimità della fonte), sia di immissione (rumore misurato in prossimità del ricevente); limiti che possono cambiano a seconda della zona della città.

Tra la "normale tollerabilità" prevista dall'art. 844 cod.civ. ed i "limiti di accettabilità" fissati dalla normativa pubblicistica non vi è coincidenza. senza entrare in questa sede nello specifico si può affermare che i limiti della normale tollerabilità sono molto più rigorosi rispetto ai limiti della accettabilità.

Un rumore può rientrare nei limiti di accettabilità ma essere superiore alla "normale tollerabilità". che può fare in concreto la persona disturbata? il primo passo da consigliare è quello di scrivere una diffida, direttamente o tramite legale, chiedendo la cessazione o la riduzione delle immissioni rumorose. se il danneggiato non ottiene effetto, ha due strade: o ricorre all'autorità giudiziaria (previa verifica che il rumore superi la normale tollerabilità, verifica che va fatta tramite tecnico.

Specializzato, come dirò in prosieguo) oppure può presentare un esposto al comune o arpa. questi mandano proprio personale per le verifiche del caso.

Ma attenzione, ciò che i tecnici del comune o arpa controllano è se sono o meno rispettati i limiti di accettabilità che, sono cosa diversa dalla normale tollerabilità di cui all'art.844 cod.civ, anche per i criteri di misurazione.

Se i tecnici riscontrano che il rumore supera questi limiti di accettabilità, il comune sanziona il soggetto disturbante e dispone la cessazione/contenimento del rumore.

Se per qualsiasi ragione il soggetto disturbato non ottiene rimedio (ad esempio, perchè i tecnici non hanno riscontrato il supero dei limiti di accettabilità ma il rumore è intollerabile oppure perchè il soggetto obbligato non adempie) allora è necessario il ricorso all'azione giudiziale.

Tutela giudiziaria in via di urgenza. proprio in considerazione del fatto che la sottoposizione a rumore è cuasa di danno alla salute dell'individuo, bene primario tutelato dall'art. 32 della costituzione, è possibile ottenere in via di urgenza, e quindi in tempi molto brevi, un ordine al soggetto disturbante (che sia privato o impresa o pubblica amministrazione, è indifferente), di cessazione dell'attività causa di inquinamento o di contenimento del rumore nei limiti della tollerabilità.

4. Pavimenti Silenziosi Al Calpestio


Pavimenti Silenziosi Al Calpestio? La legge quadro sull'inquinamento acustico

La L. 447/1995, cosiddetta Legge Quadro sull'inquinamento acustico, ha previsto che i Comuni suddividessero il loro territorio in zone, una vera e propria classificazione sotto l'aspetto acustico, prevedendo dei limiti massimi e valori differenziali diversi a seconda della zona, per l'appunto: a titolo esemplificativo, laddove vi sono ospedali o scuole i limiti di accettabilità del rumore saranno più bassi rispetto ad ogni altra zona, per contro saranno i più alti quelli delle zone industriali.

Molti Comuni italiani, a distanza di quasi 15 anni, non hanno provveduto alla zonizzazione acustica. In tali casi trovano applicazione i valori limite e differenziali previsti nel DPCM del 1.3.1991

Attenzione: non bisogna confondere i limiti di accettabilità con il limite della normale tollerabilità. Bisogna aver chiari alcuni concetti e nozioni per apprezzare questa distinzione.

La materia del rumore è disciplinata da varie norme, alcune codicistiche (art. 844 del codice civile e art. 659 del codice penale), altre speciali e pubblicistiche (la legge quadro n 447 del 1995, suoi decreti di attuazione nonchè norme specifiche per vari settori, dal traffico stradale, a quello ferroviario, al rumore delle discoteche, ai requisiti degli edifici)

  • il rapporto tra le due norme è di reciproca autonomia e complementarietà.
  • l'art. 844, del codice civile, è la norma fondamentale per soggetto che subisce un rumore, consentendo la reazione e tutela in sede giudiziale allorchè le immissioni cui è sottoposto superino la normale tollerabilità. la giurisprudenza, dietro indicazioni di tipo medico scientifico, considera intollerabili le immissioni che superino di tre decibel il rumore di fondo di quella zona.
  • la normativa pubblicistica è inveve finalizzata alla tutela della collettività: contempera le esigenze collettive alla fruizione di un ambiente meno inquinato con le altre esigenze spesso con questo confliggenti ( esigenze della produzione, del commercio, ecc): dà per scontato che il rumore sia un male necessario e cerca di contenerlo e gestirlo. fissa dei limiti di accettabilità del rumore, sia in emissione (rumore misurato in prossimità della fonte), sia di immissione (rumore misurato in prossimità del ricevente); limiti che possono cambiano a seconda della zona della città.

Tra la "normale tollerabilità" prevista dall'art. 844 cod.civ. ed i "limiti di accettabilità" fissati dalla normativa pubblicistica non vi è coincidenza. Senza entrare in questa sede nello specifico si può affermare che i limiti della normale tollerabilità sono molto più rigorosi rispetto ai limiti della accettabilità.

Un rumore può rientrare nei limiti di accettabilità ma essere superiore alla "normale tollerabilità". Che può fare in concreto la persona disturbata? il primo passo da consigliare è quello di scrivere una diffida, direttamente o tramite legale, chiedendo la cessazione o la riduzione delle immissioni rumorose. Se il danneggiato non ottiene effetto, ha due strade: o ricorre all'autorità giudiziaria (previa verifica che il rumore superi la normale tollerabilità o i limiti di accettabilità, verifica che va fatta tramite tecnico specializzato) oppure può presentare un esposto al comune o all'arpa. Questi mandano proprio personale per le verifiche del caso.

Ma attenzione, ciò che i tecnici del comune o arpa controllano è se sono o meno rispettati i limiti di accettabilità che, sono cosa diversa dalla normale tollerabilità di cui all'art.844 cod.civ, anche per i criteri di misurazione.

Se i tecnici riscontrano che il rumore supera questi limiti di accettabilità, il comune sanziona il soggetto disturbante e dispone la cessazione/contenimento del rumore.

Se per qualsiasi ragione il soggetto disturbato non ottiene rimedio (ad esempio, perchè i tecnici non hanno riscontrato il supero dei limiti di accettabilità ma il rumore è intollerabile oppure perchè il soggetto obbligato non adempie) allora è necessario il ricorso all'azione giudiziale.

Tutela giudiziaria in via di urgenza. Proprio in considerazione del fatto che la sottoposizione a rumore è causa di danno alla salute dell'individuo, bene primario tutelato dall'art. 32 della costituzione, è possibile ottenere in via di urgenza, e quindi in tempi molto brevi, un ordine al soggetto disturbante (che sia privato o impresa o pubblica amministrazione, è indifferente), di cessazione dell'attività causa di inquinamento o di contenimento del rumore nei limiti della tollerabilità.

4.1 Coibentazione Acustica


Coibentazione Acustica: Il rumore è un male dei nostri tempi, si calcola che siano 6 milioni le persone nel nostro Paese sono sottoposte ad un rumore eccessivo. I rischi del rumore sono molteplici: rischio rumore alla persona, sia di tipo biologico che esistenziale: lo stress, il nervosismo, l'insonnia, la difficoltà di concentrazione o di riposare, che possono evolvere in vere e proprie patologie nei casi più gravi; ma non solo, vi sono i danni anche di tipo economico, basti pensare alla svalutazione del proprio immobile se sito in zona che, per qualsivoglia ragione, diviene sottoposta a rischio di maggiore rumore (si pensi alla realizzazione di autostrada o linea ferroviaria nelle vicinanze). Ma chi è sottoposto ad un rischio rumore non deve rassegnarsi a subire.

Che può fare in concreto la persona disturbata? Il primo passo da consigliare è quello di scrivere una diffida, direttamente o tramite legale, chiedendo la cessazione o la riduzione delle immissioni rumorose. se il danneggiato non ottiene effetto, ha due strade: o ricorre all'autorità giudiziaria (previa verifica che il rumore superi la normale tollerabilità o limiti di accettabilità, verifica che va fatta tramite tecncico specializzato) oppure può presentare un esposto al comune o all'arpa.

Questi mandano proprio personale per le verifiche del caso.

Ma attenzione, ciò che i tecnici del comune o arpa controllano è se sono o meno rispettati i limiti di accettabilità che, sono cosa diversa dalla normale tollerabilità di cui all'art.844 cod.civ, anche per i criteri di misurazione.

Se i tecnici riscontrano che il rumore supera questi limiti di accettabilità, il comune sanziona il soggetto disturbante e dispone la cessazione/contenimento del rumore.

Se per qualsiasi ragione il soggetto disturbato non ottiene rimedio (ad esempio, perchè i tecnici non hanno riscontrato il supero dei limiti di accettabilità ma il rumore è intollerabile oppure perchè il soggetto obbligato non adempie) allora è necessario il ricorso all'azione giudiziale.

Tutela giudiziaria in via di urgenza. proprio in considerazione del fatto che la sottoposizione a rumore è causa di danno alla salute dell'individuo, bene primario tutelato dall'art. 32 della costituzione, è possibile ottenere in via di urgenza, e quindi in tempi molto brevi, un ordine al soggetto disturbante (che sia privato o impresa o pubblica amministrazione, è indifferente), di cessazione dell'attività causa di inquinamento o di contenimento del rumore nei limiti della tollerabilità.

4.2 Rumori Molesti


Rumori Molesti? Il rumore ambientale può definirsi come l'impatto acustico che sull'ambiente che ci circonda ha il traffico stradale, ferroviario, aereo, quello di siti industriali e di cantieri.

Il rumore è un male dei nostri tempi, si calcola che siano oltre 6milioni le persone nel nostro Paese che sono sottoposte ad un rumore eccessivo. E' per questo che alla acustica ambientale viene data sempre maggiore importanza ed attenzione, sia da parte dei cittadini che dalle autorità, comprese quelle giudiziarie che, con innovative decisioni, contribuiscono a impedire o, quantomeno, contenere le attività più inquinanti.

Gli effetti dannosi del rumore sono molteplici: alla persona, sia di tipo biologico che esistenziale: lo stress, il nervosismo, l'insonnia, la difficoltà di concentrazione o di riposare, che possono evolvere in vere e proprie patologie nei casi più gravi; ma non solo, vi sono i danni anche di tipo economico, basti pensare alla svalutazione del proprio immobile se sito in zona che, per qualsivoglia ragione, diviene sottoposta a maggiore rumore (si pensi alla realizzazione di autostrada o linea ferroviaria nelle vicinanze).

Ma chi è sottoposto ad un rischio rumore non deve rassegnarsi a subire.

Che può fare in concreto la persona disturbata? il primo passo da consigliare è quello di scrivere una diffida, direttamente o tramite legale, chiedendo la cessazione o la riduzione delle immissioni rumorose. Se il danneggiato non ottiene effetto, ha due strade: o ricorre all'autorità giudiziaria (previa verifica che il rumore superi la normale tollerabilità o limiti di accettabilità, verifica che va fatta tramite tecnico specializzato) oppure può presentare un esposto al comune o all'arpa. Questi mandano proprio personale per le verifiche del caso.

Ma attenzione, ciò che i tecnici del comune o arpa controllano è se sono o meno rispettati i limiti di accettabilità che, sono cosa diversa dalla normale tollerabilità di cui all'art.844 cod.civ, anche per i criteri di misurazione.

Se i tecnici riscontrano che il rumore supera questi limiti di accettabilità, il comune sanziona il soggetto disturbante e dispone la cessazione/contenimento del rumore.

Se per qualsiasi ragione il soggetto disturbato non ottiene rimedio (ad esempio, perchè i tecnici non hanno riscontrato il supero dei limiti di accettabilità ma il rumore è intollerabile oppure perchè il soggetto obbligato non adempie) allora è necessario il ricorso all'azione giudiziale.

Tutela giudiziaria in via di urgenza. proprio in considerazione del fatto che la sottoposizione a rumore è cuasa di danno alla salute dell'individuo, bene primario tutelato dall'art. 32 della costituzione, è possibile ottenere in via di urgenza, e quindi in tempi molto brevi, un ordine al soggetto disturbante (che sia privato o impresa o pubblica amministrazione, è indifferente), di cessazione dell'attività causa di inquinamento o di contenimento del rumore nei limiti della tollerabilità.

4.3 Rumore Da Calpestio Soluzioni


Rumore Da Calpestio Soluzioni? Il piano di risanamento acustico

Il nostro legislatore con la legge n 447/1995 , cosiddetta legge quadro, ha, tra le altre cose, imposto una serie di incombenti agli Enti Territoriali (Regione, Provincie e Comuni), volti alla lotta al rumore per il miglioramento dell'ambiente. Ha previsto,in particolare, che le Regioni fissino i principi in base ai quali i Comuni devono procedere alla classificazione del loro terrirorio (zonizzazione) e realizzare gli interventi per raggiungere i cosiddetti valori di qualità (diversi a seconda della zona). Se questo risultato non fosse realizzabile, allora i Comuni debbono adottare i piani di risanamento acustico.

I piani di risanamento acustico devono contenere:

a) l'individuazione della tipologia ed entità dei rumori presenti, incluse le sorgenti mobili, nelle zone da risanare individuate ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera a) ;

b) l'individuazione dei soggetti a cui compete l'intervento;

c) l'indicazione delle priorità, delle modalità e dei tempi per il risanamento;

d) la stima degli oneri finanziari e dei mezzi necessari;

e) le eventuali misure cautelari a carattere d'urgenza per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica.

3. in caso di inerzia del comune ed in presenza di gravi e particolari problemi di inquinamento acustico, all'adozione del piano si provvede, in via sostitutiva, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera b) .

4. il piano di risanamento di cui al presente articolo può essere adottato da comuni diversi da quelli di cui al comma 1, anche al fine di perseguire i valori di cui all'articolo 2, comma 1, lettera h).

5. nei comuni con popolazione superiore a cinquantamila abitanti la giunta comunale presenta al consiglio comunale una relazione biennale sullo stato acustico del comune. il consiglio comunale approva la relazione e la trasmette alla regione ed alla provincia per le iniziative di competenza.

4.4 Isolamento Rumore

Isolamento Rumore: Le tipologie di rumore

L'inquinamento acustico è definito come l''introduzione di rumore - qualunque ne sia la tipologia - nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi.

Peraltro il legislatore ha previsto e disciplinato specificamente alcuni tipi di rumore: ad esempio quello ferroviario, quello traffico stradale ed autostradale, quello prodotto da sale da ballo- discoteche.

Che può fare in concreto una persona disturbata?

Per valutare la strada migliore da seguire bisogna aver chiari alcuni concetti e nozioni .

La materia del rumore è disciplinata da varie norme, alcune codicistiche (art. 844 del codice civile e art. 659 del codice penale), altre speciali e pubblicistiche (la legge quadro n 447 del 1995, suoi decreti di attuazione nonchè norme specifiche per vari settori, dal traffico stradale, a quello ferroviario, al rumore delle discoteche, ai requisiti degli edifici)

  • il rapporto tra le due norme è di reciproca autonomia e complementarietà.
  • l'art. 844, del codice civile, è la norma fondamentale per soggetto che subisce un rumore, consentendo la reazione e tutela in sede giudiziale allorchè le immissioni cui è sottoposto superino la normale tollerabilità. la giurisprudenza, dietro indicazioni di tipo medico scientifico, considera intollerabili le immissioni che superino di tre decibel il rumore di fondo di quella zona.
  • la normativa pubblicistica è invece finalizzata alla tutela della collettività: contempera le esigenze collettive alla fruizione di un ambiente meno inquinato con le altre esigenze spesso con questo confliggenti ( esigenze della produzione, del commercio, ecc): dà per scontato che il rumore sia un male necessario e cerca di contenerlo e gestirlo. fissa dei limiti di accettabilità del rumore, sia in emissione (rumore misurato in prossimità della fonte), sia di immissione (rumore misurato in prossimità del ricevente); limiti che possono cambiano a seconda della zona della città.

Che può fare in concreto la persona disturbata?

Il primo passo da consigliare è quello di scrivere una diffida, direttamente o tramite legale, chiedendo la cessazione o la riduzione delle immissioni rumorose. se il danneggiato non ottiene effetto, ha due strade: o ricorre all'autorità giudiziaria (previa verifica che il rumore superi la normale tollerabilità o limiti di accettabilità, verifica che va fatta tramite tecnico specializzato oppure può presentare un esposto al comune o all'arpa. Questi mandano proprio personale per le verifiche del caso.

Ma attenzione, ciò che i tecnici del comune o arpa controllano è se sono o meno rispettati i limiti di accettabilità che, sono cosa diversa dalla normale tollerabilità di cui all'art.844 cod.civ, anche per i criteri di misurazione.

Se i tecnici riscontrano che il rumore supera questi limiti di accettabilità, il comune sanziona il soggetto disturbante e dispone la cessazione/contenimento del rumore.

Se per qualsiasi ragione il soggetto disturbato non ottiene rimedio (ad esempio, perchè i tecnici non hanno riscontrato il supero dei limiti di accettabilità ma il rumore è intollerabile oppure perchè il soggetto obbligato non adempie) allora è necessario il ricorso all'azione giudiziale con il dpcm 5.12.1997 il legislatore ha previsto le caratteristiche costruttive e qualità dei materiali che devono essere impiegati nella costruzione dei nuovi edifici e finalizzati al contenimento dell'inquinamento acustico all'interno degli stessi per consentire per quanto possibile il cosiddetto confort acustico, ossia una situazione di benessere psicofisico. La giurisprudenza negli anni successivi ha ritenuto che in caso non fossero stati rispettati i requisiti acustici passivi l'acquirente avesse la possibilità di chiedere al costruttore e al venditore il risarcimento del danno, rappresentato da una diminuzione del valore dell'immobile (con conseguente obbligo per il costruttore-venditore di pagare all'acquirente la somma di danaro corrispondente alla diminuzione). con la legge n. 88/2009 art. I1 il legislatore ha però disposto la sospensione della disciplina citata sui requisiti acustici passivi degli edifici nei rapportin tra costruttore o venditore ed acquirente. la norma ha però efficacia solo per il futuro per cui resta la possibilità in capo all'acquirente per il periodo pregresso di far valere le eventuali carenze dell'immobile.

A scanso di equivoci, si precisa che questa disciplina sui requisiti acustici passivi degli edifici non esclude naturalmente la possibilità per il soggetto disturbato dal rumore di un vicino di agire anche nei confronti di questo ed ottenere, se necessario in via giudiziale, la cessazione del rumore prodotto (si pensi ad esempio al suono di strumento musicale, al trascinamento di sedie e mobili, al televisore o radio a tutto volume, al cammminare con i tacchi) se questo supera la normale tollerabilità.

4.5 Materiale Che Isola Dai Rumori


Le Agenzie per l'Ambiente garantiscono il supporto tecnico nel controllo dell'inquinamento acustico agli Enti che ne detengono le competenze, in particolare i Comuni: ad esempio, per le Provincie, partecipano alla redazione dei pareri per la classificazione acustica del territorio; per i Comuni svolgono attività di controllo su sorgenti fisse e mobili, effettuano campagne di misura del rumore, esprimono pareri su documenti tecnici. Il cittadino può presentare all'ARPA una denuncia-esposto lamentando di essere disturbato da una determinata fonte rumorosa e chiedere l'intervento della stessa ARPA.

La materia del rumore è disciplinata da varie norme, alcune codicistiche (art. 844 del codice civile e art. 659 del codice penale), altre speciali e pubblicistiche (la legge quadro n 447 del 1995, suoi decreti di attuazione nonchè norme specifiche per vari settori, dal traffico stradale, a quello ferroviario, al rumore delle discoteche, ai requisiti degli edifici). Il rapporto tra le due norme è di reciproca autonomia e complementarietà.

L'art. 844, del codice civile, è la norma fondamentale per soggetto che subisce un rumore, consentendo la reazione e tutela in sede giudiziale allorchè le immissioni cui è sottoposto superino la normale tollerabilità. La giurisprudenza, sulla base di studi e indicazioni di tipo medico scientifico, considera intollerabili le immissioni che superino di tre decibel il rumore di fondo di quella zona.

  • La normativa pubblicistica è inveve finalizzata alla tutela della collettività: contempera le esigenze collettive alla fruizione di un ambiente meno inquinato con le altre esigenze spesso con questo confliggenti ( esigenze della produzione, del commercio, ecc): dà per scontato che il rumore sia un male necessario e cerca di contenerlo e gestirlo. Fissa dei limiti di accettabilità del rumore, sia in emissione (rumore misurato in prossimità della fonte), sia di immissione (rumore misurato in prossimità del ricevente); limiti che possono cambiano a seconda della zona della città.

Tra la "normale tollerabilità" prevista dall'art. 844 cod.civ. ed i "limiti di accettabilità" fissati dalla normativa pubblicistica non vi è coincidenza. Senza entrare in questa sede nello specifico si può affermare che i limiti della normale tollerabilità sono molto più rigorosi rispetto ai limiti della accettabilità.

Un rumore può rientrare nei limiti di accettabilità ma essere superiore alla "normale tollerabilità". Che può fare in concreto la persona disturbata? Il primo passo da consigliare è quello di scrivere una diffida, direttamente o tramite legale, chiedendo la cessazione o la riduzione delle immissioni rumorose. Se il danneggiato non ottiene effetto, ha due strade: o ricorre all'autorità giudiziaria (previa verifica che il rumore superi la normale tollerabilità o limiti di accettabilità, verifica che va fatta tramite tecncico specializzato oppure può presentare un esposto al comune o all'arpa. Questi mandano proprio personale per le verifiche del caso.

Ma attenzione, ciò che i tecnici del comune o arpa controllano è se sono o meno rispettati i limiti di accettabilità che, sono cosa diversa dalla normale tollerabilità di cui all'art.844 cod.civ, anche per i criteri di misurazione.

Se i tecnici riscontrano che il rumore supera questi limiti di accettabilità, il comune sanziona il soggetto disturbante e dispone la cessazione/contenimento del rumore.

Se per qualsiasi ragione il soggetto disturbato non ottiene rimedio (ad esempio, perchè i tecnici non hanno riscontrato il supero dei limiti di accettabilità ma il rumore è intollerabile oppure perchè il soggetto obbligato non adempie) allora è necessario il ricorso all'azione giudiziale a, a quel punto l'arpa interviene per la misurazione.

4.6 Rumori Strutturali


Rumori Strutturali: La condotta di chi, mediante schiamazzi o rumori, in particolare notturni, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, commette il reato di cui all'art. 659 codice penale.

Chi subisce questo tipo di fastidio, oltre ad una denuncia penale, può promuovere altre iniziative. la azione penale, infatti, mira essenzialmente a punire chi ha già commesso un fatto illecito. Al fine di prevenire ed evitare il protrarsi di certi comportamente disturbanti, soprattutto se si ripetono in determinati luoghi, a certe ore, in giorni particolari (pensiamo alla movida nelle grandi città) è opportuno formulare diffide, presentare esposti, prospettare azione di danni. con l'avvertenza che in questo tipo di problematiche è bene coordinarsi ed unirsi con il maggior numero di persone (l'unione fa la forza, è una regola validissima per le liti acustiche), sarà più probabile che il problema esposto venga preso in considerazione.

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