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  RUMORE DA CALPESTIO  



Rumore interno all'edificio:


Il rumore di calpestio è quel disturbo causato dal fatto che i divisori dell’appartamento, soprattutto il solaio, non isolano i rumori provocati dai vicini (generalmente del piano superiore) quando camminano, spostano mobili o sedie o generano quelli che vengono definiti rumori di natura impattiva.

Questo tipo di rumore è solitamente frutto di un urto contro la superficie del pavimento che innesca delle vibrazioni dentro la struttura portante dell’edificio che vengono propagate attraverso il calcestruzzo armato, nei locali adiacenti.

Per isolare i solai dal rumore di calpestio è necessario posare un materassino al di sotto del pavimento e del massetto di finitura realizzando quello che tecnicamente si definisce un “pavimento galleggiante”.

Si tratta di prevedere l’inserimento di uno strato elastico che funzioni da “molla” in grado di smorzare la vibrazione generata sul pavimento (rumore di calpestio), attenuando così la componente che si propaga nella struttura (trasmessa) e che si diffonderà poi nei locali adiacenti.

Questi rumori possono essere causati da un impatto vero e proprio (ad esempio un oggetto che cade sul pavimento) o dalle vibrazioni prodotte da un elettrodomestico in funzione (lavatrice, lavastoviglie ecc…). La prima cosa da tenere presente è che i rumori strutturali non si propagano solo nel vano sottostante, ma in tutto l’edificio attraverso le murature. Il rumore di un oggetto pesante che cade sul pavimento al piano terreno può essere sentito anche al sesto piano!

Il più comune dei rumori da impatto è quello di calpestio, cioè prodotto dalle persone che camminano.


Dello stesso tipo sono i disturbi prodotti dalle sedie che strisciano, dallo spostamento di mobili, ma anche dallo sbattere di ante e porte. Anche i rumori di calpestio si trasmettono a tutto l’edificio.

Per misurare questo tipo di rumori si usa, come detto, un generatore di calpestio normalizzato e si fa riferimento alla norma UNI EN ISO 140-7. Non bisogna mai dimenticare che i rumori strutturali non sono risolvibili a posteriori, se non con interventi costosi e difficili da praticare. Poniamo il caso di una persona che sente i vicini camminare nell’appartamento al piano di sopra. L’intervento correttivo prevede il rifacimento completo del pavimento sovrastante, ma chi può convincere i due a mettersi d’accordo? E poi, chi paga? Per questo motivo è bene realizzare in modo corretto i sottofondi mediante un pavimento galleggiante.

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Il pavimento galleggiante


La soletta che divide un appartamento dall’altro deve garantire un indice di valutazione del livello di pressione sonora di calpestio pari o inferiore a 63 dB reali in opera. La prima considerazione a tal proposito riguarda lo spessore dei solai. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una repentina evoluzione dell’impiantistica, che ha introdotto soluzioni sempre più tecnologiche, ma anche più ingombranti. Alla luce della situazione attuale, l’esperienza di cantiere insegna che un solaio acusticamente efficiente deve avere uno spessore di almeno 40-45 cm. Al di sotto di queste misure sarà infatti difficile raggiungere i requisiti richiesti dalla legge a proposito di isolamento dal calpestio, anche con i migliori materiali fonoisolanti. Ciò premesso, l’unico intervento acusticamente efficace consiste nella realizzazione di un pavimento galleggiante o flottante sopra la soletta.

Il funzionamento del sistema si basa sull’interposizione di uno strato elastico fra la struttura portante e la pavimentazione; da qui la definizione “galleggiante”. Un impatto è la risultante di una forza di breve durata, ma sufficiente per far sì che la struttura entri in vibrazione: come il calpestio o l’urto di un oggetto rigido sul pavimento. Non appena l’oggetto perturbante entra in contatto con la pavimentazione, la sua velocità si riduce a zero. Se la struttura del sottofondo è molto dura, la velocità di rallentamento è rapida e l’oggetto caduto genera un rumore d’ampiezza molto elevata e di brevissima durata. Se invece il fondo ha uno strato elastico, la velocità di rallentamento è più bassa e si genera un rumore a minore ampiezza e a più lunga durata, cioè più sordo.




Consigli e accorgimenti pratici

La posizione ideale per lo strato elastico del pavimento galleggiante è direttamente sulla struttura portante, così da separare quest’ultima dal massetto che ospiterà la pavimentazione. In questo modo funzionerà come una “molla smorzata” in grado di attutire i rumori. Va premesso che con spessori bassi e con i solai alveolati di cui si fa largo uso nell’edilizia residenziale è molto difficile raggiungere risultati accettabili di isolamento ai rumori impattivi. Il problema va affrontato in fase progettuale e risolto con l’impiego dei materiali più efficaci a seconda delle diverse situazioni. Non si pensi che un pavimento galleggiante, magari di pochi millimetri, basti a risolvere ogni problema: la prestazione acustica della soletta va sempre valutata guardando la struttura nel suo complesso. Ecco di nuovo l’importanza di un accurato studio preliminare. Ma può non essere sufficiente! Una messa in opera non accurata può rendere inefficace la migliore progettazione. Tra i tanti, evidenziamo alcuni aspetti:

  • planarità del sottofondo di rasatura degli impianti. Non devono essere presenti le classiche “cunette” più o meno pronunciate che sovente vengono realizzate al di sopra di tutte le canalizzazioni. Infatti, ciascuna di esse costituisce un potenziale “ponte acustico”;


  • qualsiasi materiale anticalpestio deve essere posato su un fondo il più “pulito” possibile: deve essere rimosso tutto ciò che costituisce un’asperità del fondo (sfridi di lavori, sassolini, residui di malta, ecc.);


  • devono essere posate delle strisce di separazione di adeguato spessore e con le opportune caratteristiche di elasticità sia sopra che sotto i tavolati. Non solo in quelli che costituiscono le partizioni di separazione tra alloggi, ma anche in quelli di compartimentazione interna degli alloggi. Ogni partizione verticale non isolata è potenzialmente una via di trasmissione dell’energia sonora, soprattutto se di origine impattiva;


  • prima di gettare il massetto, si devono proteggere tutte le partizioni verticali con strisce di materiale isolante o risvoltando lo strato anticalpestio posato sul fondo lungo le pareti fino ad una quota superiore a quella prevista per il pavimento finito. Tale strato elastico deve essere mantenuto fino alla posa del pavimento (sia esso in ceramica, gres o legno), in modo da impedire che il rivestimento vada a collegarsi con le pareti laterali. Solo dopo la posa del pavimento si potrà rifilare il materiale in eccesso, nascondendo poi la giunzione con lo zoccolino battiscopa;


  • attenzione allo zoccolino in ceramico o gres fissato con malta o colla da piastrellista: in nessun caso si dovrà realizzare una connessione rigida e diretta col pavimento. Infatti, una tale connessione costituisce un ponte acustico che renderebbe inefficace la soluzione progettuale realizzata.


In ogni caso il pavimento flottante dovrà essere realizzato con prodotti dalle alte prestazioni acustiche meccaniche, rispondenti ai seguenti requisiti:

1) adeguata elasticità sotto i carichi statici e dinamici;

2) buona e costante attenuazione acustica;

3) sufficiente resistenza meccanica;

4) buon isolamento termico e igrometrico;

5) garanzia di durata nel tempo



Attenzione ai ponti acustici

Come per le pareti verticali, anche per i sottofondi e le pavimentazioni è importante evitare collegamenti rigidi tra le strutture, in particolare tra il massetto e la soletta e tra il massetto e i muri perimetrali. Allo scopo, si consiglia di apporre nella parte più bassa del muro un inserto di materiale elastico in modo da desolidarizzare le strutture. Anche la guaina smorzante stesa sopra lo strato elastico per correggere i sormonti delle tracce può essere risvoltata verso l’alto lungo le pareti.



Isolamento acustico al calpestio di una soletta esistente


In questi casi, non infrequenti a dire il vero, vale il detto “quel che è fatto è fatto”. Gli interventi correttivi possibili sono soltanto due, entrambi piuttosto costosi e impegnativi:

1) Rifacimento completo della pavimentazione e del sottofondo, adottando un pavimento galleggiante ben isolato da un adeguato strato elastico;

2) Sostituzione del pavimento esistente con una pavimentazione resiliente in materiale morbido. Sono indicate piastrelle viniliche o in gomma, tappeti o rivestimenti di tipo tessile come moquettes, soprattutto alte e morbide e con substrato elastico di appoggio. In questo modo gran parte dell’energia meccanica prodotta dagli impatti viene trasformata in energia termica e dissipata.



  DICONO DI NOI  
Hanno chiesto un preventivo, hanno scelto noi... come è andata?


Dopo mesi di ricerca su internet per ovviare al fastidioso problema dei nostri inquilini maleducati del piano di sopra abbiamo optato per la Sorgedil perchè ci sembrava che avesse un ottimo rapporto qualità dei materiali e prezzo di realizzo. Fortunatamente le nostre aspettative sono state pienamente soddisfatte. Ora riusciamo finalmente a vivere in pace a casa nostra. Le grida ora si sentono molto ovattate, il correre con i talloni dei bambini è appena percettibile, televisione e radio non esistono più. I lavori sono stati veloci (1 giorno in meno rispetto a quanto avevamo preventivato!) e gli operai sono stati molto efficienti. Insomma..molto soddisfatti!
Marco Tapella e Stefania - Turbigo (MI)


Finalmente non si sentono più i continui traslochi dei vicini di sopra ed i continui litigi della coppia affianco!!!!!
Stella e Luciano, Desio.



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Tecnico Competente in Acustica Ambientale , ai sensi dell’art. 2. commi 6 e 7 della legge 26 ottobre 1995, n° 447 e delibera regionale 17 maggio 1996, n° 13195, riconosciuto dalla Regione Lombardia con Decreto n° 4103/98.

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Sorge Vittorio

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